
Fra Medioevo e Rinascimento - Nel periodo medioevale, di cui sopravvivono alcune pitture murali, l’arte si esprimeva essenzialmente nelle decorazioni dei manoscritti, nelle immagini religiose e tradizionali che vi venivano raffigurate.
La grande pittura, tuttavia, ha avuto inizio nel 1600, nel periodo rinascimentale. Uno dei suoi grandi pittori è stato Nicolas Poussin o Niccolò Pussino, vissuto tra la Francia e l’Italia. Definito un pittore classicista barocco, Poussin prediligeva i soggetti tratti dall’antica Roma e dalla mitologia classica, inseriti in paesaggi armoniosi.
Un altro pittore importante del ‘600 è stato Claude Gellée detto le Lorrain o anche Claudio Lorenese, anche lui specializzato nella raffigurazione di paesaggi, come testimoniano le parole del suo epitaffio: “Ha rappresentato in modo meraviglioso i raggi del sole all’alba e al tramonto sulla campagna”. I suoi quadri, ricchi di giochi di luce e di ombre, hanno dei colori caldi e vivi, mentre le espressioni facciali dei personaggi esprimono bene i sentimenti.


Barocco - L’opera di Abraham Bosse, pittore, incisore e illustratore scientifico, è stata emblematica dell’arte barocca. Alcuni suoi quadri sono popolati di cavalieri che si abbuffano a tavola tenendo sulle ginocchia delle giovani donne, mentre altri sono di carattere religioso. Hyacinthe Rigaud è stato il ritrattista ufficiale della famiglia reale e il suo ritratto del re Luigi XIV è conservato al Louvre.




I seguaci della scuola di Barbizon, il villaggio vicino alla foresta di Fontainebleau, dipingevano all’aperto. Fra di essi c’era Camille Corot, il cui stile sta fra il romanticismo e il realismo. Ha dipinto centinaia di paesaggi, con precisione minuziosa ma raffigurandoli anche in modo lirico.
È considerato uno dei grandi pittori di paesaggi. Jean-François Millet, ha dipinto dei quadri mitologici e allegorici, con scene agresti a metà fra il naturalismo e il realismo. I contadini e le persone delle classi più umili sono ritratti con grande dignità e forza d’animo. Il suo quadro dal titolo L’Angelus, conservato al museo d’Orsay, è uno dei più riprodotti al mondo.


Il termine Impressionismo deriva da un’opera sperimentale di Claude Monet chiamata ‘Impression: Soleil Levant’. Lo scopo dei pittori appartenenti a questo gruppo era quello di catturare i mutevoli effetti della luce. La loro fonte era la natura, dipingevano all’aperto e nelle marine cercavano di fondere il mare e il cielo. Anche Edouard Manet, considerato l’iniziatore della pittura moderna, apparteneva a questo gruppo. Egli ha rappresentato la vita della borghesia parigina con realismo, in ‘Déjeuner sur l’Herbe’ e ‘Olympia’ ha dato una raffigurazione anticonvenzionale dei soggetti. Le opere di questi artisti sono raccolte al museo d’Orsay. Fra quelle presenti c’è Camille Pissarro, particolarmente sensibile alla mobilità della luce e agli effetti cromatici, res in modo vibrante. Le opere di Pierre-Auguste Renoir sono come delle istantanee di vita reale, così piene di colore e scintillanti di luce. Il suo è uno stile caldo e sensuale, soprattutto quando dipinge figure femminili. Edgar Degas, invece, pur partecipando all’avventura dell’impressionismo, traeva ispirazione dalla vita nei caffè e negli ambienti del balletto, più che da quella all’aria aperta.
‘L’assenzio’ e ‘La scuola di danza’ sono quelle più famose. Anche Henry de Toulouse-Lautrec dipingeva i frequentatori dei bistrot e dei teatri di varietà. ‘Au Moulin Rouge’ è una delle sue tele più conosciute. Lautrec è stato anche autore di cartelloni, di locandine e di litografie.

Paul Cézanne è autore di nature morte e di paesaggi del sud della Francia. La sua pittura è ispirata a un nuovo classicismo, non fondata sull’imitazione degli antichi, ma rivolta a formare una nuova immagine del mondo.




Scuola di Parigi, Fauvismo e Cubismo - -Negli anni ’20 e 30 era emersa a Parigi una corrente che privilegiava l’esigenza di esprimere attraverso la pittura degli stati d’animo più che degli oggetti.
La Scuola di Parigi raggruppava alcuni artisti non francesi che lavoravano a Parigi. Fra di essi c’era Amedeo Modigliani, celebre per i ritratti femminili caratterizzati dai volti stilizzati, dai colli affusolati e da un disegno molto lineare. C’erano Pablo Picasso e Marc Chagall. Quest’ultimo si ispirava ad episodi biblici, che rappresentava con dei colori vivaci, ma soprattutto dipingeva delle coppie di amanti in volo sopra alle città e sono questi ultimi che lo hanno reso famoso.


Una delle correnti importanti del Novecento è stato il cubismo. Era nato all’inizio del secolo e ha attraversato diverse fasi. Si trattava di un linguaggio nuovo, analitico, che consentiva di rappresentare la realtà in modo totale.
Il suo rappresentante più famoso è stato Pablo Picasso, spagnolo di nascita ma che ha sempre vissuto in Francia. Il suo quadro ‘Les Demoiselles d’Avignon’ ha segnato l’avvio della sua stagione cubista. Anche nella ‘Donna con mandolino’ il pittore scompone il soggetto in un sistema di piani intersecanti, proponendone simultaneamente diversi aspetti. Un altro iniziatore del cubismo è stato Georges Braque. Nel suo dipinto del 1908 dal titolo ‘Case all’Estaque’ il pittore ha sperimentato alcune soluzioni di semplificazione della forma.

Dadaismo, Surrealismo Simbolismo Verso il 1920, in Svizzera, è nata la corrente artistica nota con il nome di Dadaismo. Si trattava di un movimento anticonformista, che enfatizzava la stravaganza e l’umorismo e che voleva combattere l’arte con l’arte.
Marcel Duchamp 1887, uno dei suoi rappresentanti più famosi, raffigurando per esempio la Gioconda con i baffi e il pizzetto, ha fatto proprio questo.

Max Ernst è stato uno degli esponenti del surrealismo, una corrente sviluppatasi negli anni ’20 del Novecento, considerata un’evoluzione del dadaismo. Il poeta André Breton ne è stato il principale teorico. Egli affermava che il dadaismo mirava a unificare la sfera del conscio e quella dell’inconscio, superando la razionalità con diverse tecniche.
Anche lo spagnolo Salvador Dalì, che nei suoi quadri emblematici si è servito del simbolismo, è stato un esponente di questo movimento. In quello dal titolo ‘La persistenza della memoria’ appaiono per la prima volta gli orologi molli. Il raccapricciante Sonno, invece, rischia di provocare incubi. Molti suoi quadri sono al Dalì Espace Montmartre.

A partire dal 1990 appaiono gli artisti cosiddetti concettuali, esponenti di una corrente che si schiera a favore di un’arte che riesce a fare a meno delle opere d’arte (purchè -.dico io – vengano avvisati coloro che poi queste opere le devono rimuovere, altrimenti, come è successo a Torino, i contribuenti devono pagare i danni causati dagli operai che hanno buttato via un’installazione credendola spazzatura…).
Daniel Buren, nato nel 1938 a Boulogne-Billancourt, è uno di loro. Egli ha ben presto abbandonato la pittura a favore di installazioni architettoniche permanenti in spazi pubblici.
Anche Sophie Calle, nei cui lavori vita e arte si confondono, espone al pubblico la propria interiorità in modo provocatorio. Nell’opera Les Dormeurs lei invita i visitatori della galleria a dormire nel suo letto, mentre lei le fotografa.

L’arte contemporanea si esprime in tanti modi diversi. Ci sono le installazioni nel métro e negli spazi pubblici, ci sono i murales giganteschi, ci sono le sculture meccaniche, ci sono i graffiti…